Quoting%20commentary su Bava Batra 8:6
הָאוֹמֵר זֶה בְּנִי, נֶאֱמָן. זֶה אָחִי, אֵינוֹ נֶאֱמָן וְנוֹטֵל עִמּוֹ בְּחֶלְקוֹ. מֵת, יַחְזְרוּ נְכָסִים לִמְקוֹמָן. נָפְלוּ לוֹ נְכָסִים מִמָּקוֹם אַחֵר, יִירְשׁוּ אֶחָיו עִמּוֹ. מִי שֶׁמֵּת וְנִמְצֵאת דְּיָתֵיקֵי קְשׁוּרָה עַל יְרֵכוֹ, הֲרֵי זוֹ אֵינָהּ כְּלוּם. זִכָּה בָהּ לְאַחֵר, בֵּין מִן הַיּוֹרְשִׁין בֵּין שֶׁאֵינוֹ מִן הַיּוֹרְשִׁין, דְּבָרָיו קַיָּמִין:
Se uno dice: "Questo è mio figlio", si ritiene, [per indurlo a ereditare ed esonerare la sua (propria) moglie dallo yibum (matrimonio levirato)]. (Se uno dice :) "Questo è mio fratello", non si crede, [per farlo ereditare con i suoi fratelli, perché non lo riconoscono.] E lui (quello chiamato "mio fratello") prende (cioè , condivide) con lui (colui che lo chiama suo fratello) nella sua parte. [In modo che se c'erano due fratelli da parte dal safek (il "dubbioso"), e c'erano tre campi da dividere, uno ne prende uno e mezzo e l'altro ne prende uno e mezzo, e quello che chiama il safek che suo fratello gli dà metà campo, e l'altro non gli dà niente, dicendo: "Porta prove e prendi". Se muore [il safek], la proprietà [che gli viene data da suo fratello] torna al suo posto , [cioè a colui che glielo ha dato; ma gli altri fratelli non lo ereditano.] Se la proprietà cadde su di lui [il safek] da altrove [durante la sua vita, o se acquistasse proprietà e poi morisse], i suoi fratelli erediteranno con lui [colui che ha testimoniato su di lui. Perché lui (il Safek) ha ammesso di essere il loro fratello. Questo, quando gli altri fratelli non negano assolutamente che sia loro fratello, ma dicono solo che non lo riconoscono. Ma se lo negano, solo chi ha testimoniato per lui lo eredita.] Se uno è morto, e un daitiki [una volontà sul letto di morte ("daitiki" - "da tehei lemeikam ulemehevei"— "Questo sarà per stabilire e confermare")] sono stati trovati legati alla sua coscia, [nel qual caso non si può sostenere che un altro l'ha scritto e messo lì, anche così], non è nulla, [per l'acquisizione viene effettuata solo con il transfert dello scritto e "non c'è scritto dopo la morte".] Se ne investiva un altro, che sia uno degli eredi o uno che non sia un erede, le sue parole rimangono valide.
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